Fatturazione9 aprile 2026• 8 min di lettura

Fattura Avvocato Acconto e Saldo: Come Emettere Correttamente le Due Fatture

Emettere una fattura di acconto e poi una di saldo richiede attenzione: ogni documento deve riportare IVA, CPA e ritenuta d'acconto calcolati correttamente, e il saldo deve fare esplicito riferimento all'acconto precedente. Questa guida spiega tutto, con esempi numerici.

Nella fatturazione professionale dell'avvocato, acconto e saldo indicano due momenti distinti del ciclo di pagamento per una stessa prestazione:

Dal punto di vista fiscale, ogni fattura emessa - sia l'acconto che il saldo - costituisce un documento fiscalmente autonomo che deve rispettare tutti gli obblighi di fatturazione: numero progressivo, data, dati del cliente, importo imponibile, CPA, IVA e, se dovuta, indicazione della ritenuta d'acconto.

Documento legale professionale - fattura avvocato

La fattura di acconto segue le stesse regole di qualsiasi altra fattura professionale. Non esiste un formato speciale: l'unica differenza rispetto a una fattura ordinaria è la descrizione, che deve chiarire che si tratta di un acconto su una prestazione ancora in corso.

Un aspetto spesso trascurato: la descrizione deve essere sufficientemente chiara da permettere al cliente - e in caso di verifica fiscale, all'Agenzia delle Entrate - di identificare immediatamente a quale incarico si riferisce l'acconto. Una dicitura vaga come "acconto prestazione professionale" senza ulteriori dettagli può creare problemi in sede di controllo.

La fattura di saldo è il documento che chiude il ciclo di fatturazione per una determinata prestazione. Deve fare esplicito riferimento alla fattura di acconto emessa in precedenza e mostrare con chiarezza come si arriva all'importo residuo dovuto.

Registro contabile professionale - fatturazione avvocato

Supponiamo che l'avvocato Rossi abbia concordato con la Srl Bianchi un compenso totale di € 3.000 + IVA per la gestione di una controversia commerciale. Le parti hanno convenuto che il 40% venga anticipato come acconto all'inizio e il restante 60% come saldo alla conclusione dell'incarico.

Avvocato incassa (netto ritenuta):

Acconto: € 1.282,56

Saldo: € 1.923,84

Totale incassato: € 3.206,40

Il cliente versa allo Stato:

Ritenuta su acconto: € 240,00

Ritenuta su saldo: € 360,00

Totale ritenute: € 600,00

Le ritenute versate dal cliente vengono certificate con la Certificazione Unica e recuperate dall'avvocato in sede di dichiarazione dei redditi.

L'IVA si applica sulla somma di compenso imponibile e CPA. La regola fondamentale nella fatturazione acconto-saldo è che l'IVA non si applica due volte sullo stesso imponibile. Nella fattura di saldo si calcola l'IVA solo sulla quota di compenso non ancora fatturata.

Il momento impositivo IVA per le prestazioni professionali coincide con il pagamento del corrispettivo o, se precedente, con l'emissione della fattura. Per questo motivo l'emissione della fattura di acconto fa sorgere immediatamente l'obbligo di versamento dell'IVA sulla quota anticipata, indipendentemente dall'ultimazione della prestazione.

Il CPA del 4% è il contributo integrativo dovuto dagli iscritti alla Cassa Forense su tutti i compensi professionali. Si applica su ogni fattura emessa - sia acconto che saldo - sull'imponibile di riferimento della singola fattura. Non si cumula: ogni documento ha il proprio CPA calcolato in modo autonomo.

La ritenuta d'acconto del 20% si applica quando il cliente è un sostituto d'imposta (aziende, società, professionisti con P.IVA, enti pubblici). Si calcola solo sul compenso imponibile (non sul CPA e non sull'IVA) e viene trattenuta dal cliente al momento del pagamento.

Anche la ritenuta si calcola in modo autonomo su ciascuna fattura: sia l'acconto che il saldo subiscono la loro quota di ritenuta, proporzionalmente all'imponibile di riferimento. Il cliente è tenuto a versarle mensilmente all'Erario e a rilasciare all'avvocato la Certificazione Unica entro il 31 marzo dell'anno successivo.

Se invece il cliente è un privato consumatore (persona fisica senza P.IVA), la ritenuta non si applica e l'avvocato riceve l'intero importo lordo comprensivo di IVA.

  • Stabilire per iscritto le modalità di pagamento nel mandato: prima di emettere qualsiasi fattura, il contratto con il cliente deve indicare l'importo dell'acconto, la percentuale rispetto al totale e la scadenza del saldo. Questo evita contestazioni.
  • Emettere la fattura di acconto al ricevimento del pagamento: dal punto di vista IVA, la fattura deve essere emessa entro 12 giorni dal momento in cui si incassa l'acconto (o contestualmente all'incasso, se si preferisce). Non è corretto emettere la fattura mesi dopo aver ricevuto il bonifico.
  • Indicare sempre il numero della fattura di acconto nel saldo: la descrizione della fattura di saldo deve riportare esplicitamente il numero e la data della fattura di acconto. Questo permette sia al cliente che all'Agenzia delle Entrate di ricostruire facilmente il ciclo documentale.
  • Usare la fatturazione elettronica correttamente: nel sistema SDI, le fatture di acconto e saldo sono documenti separati con numeri progressivi distinti. Nel saldo, si può inserire il riferimento all'acconto nel campo "causale" o "descrizione riga". Non esiste un codice tipo documento specifico per "saldo".
  • Conservare la documentazione dell'accordo: in caso di contestazione sul compenso totale o sull'importo dell'acconto, avere un contratto firmato o una comunicazione scritta (anche email) con il cliente protegge l'avvocato da possibili dispute sulla quantificazione del saldo.
  • Utilizzare un tool di calcolo per verificare i totali: gli errori di calcolo tra IVA, CPA e ritenuta sono frequenti quando si gestiscono manualmente più fatture per lo stesso incarico. Un calcolatore automatico riduce il rischio di discrepanze.

La fattura di saldo deve fare esplicito riferimento alla fattura di acconto precedente, indicando il numero e la data nella descrizione della voce e sottraendo l'imponibile già fatturato. Non esiste un campo obbligatorio specifico nel tracciato XML della fattura elettronica: il collegamento si fa tramite la descrizione della riga.

La ritenuta del 20% si applica su entrambe le fatture: sia sull'acconto che sul saldo. Ogni fattura emessa a un sostituto d'imposta è soggetta alla ritenuta sulla propria quota di compenso imponibile, in modo autonomo.

Sì. Il Contributo Previdenziale Avvocati del 4% si applica sia sulla fattura di acconto che su quella di saldo. Non si somma tra le due: ogni fattura calcola il proprio CPA in base all'imponibile di quella specifica fattura.

Se il cliente non paga il saldo, l'avvocato ha già emesso la fattura e deve dichiararla fiscalmente. È possibile emettere una nota di credito (nota di accredito) per stornare parzialmente o totalmente l'importo non incassato, purché ricorrano le condizioni previste dalla normativa IVA (ad esempio, procedura concorsuale del cliente o accordo contrattuale).

Sì, anche in regime forfettario si possono emettere fatture di acconto e saldo. La differenza è che non si applica IVA e non si subisce la ritenuta d'acconto (indicare in fattura l'esenzione per regime forfettario). Il CPA del 4% rimane dovuto anche per gli avvocati forfettari iscritti alla Cassa Forense.